Quello per cui saremo chiamati al voto il 22 e il 23 marzo prossimo è un referendum con il quale si respinge o si conferma una modifica della Costituzione.
Un referendum che ha visto finora una forte compressione del dibattito per quello che è un quesito tecnico che, solo in apparenza, riguarda la separazione delle carriere, ma che investe e coinvolge i diritti di ognuno. Per questo è necessario approfondirne i temi e le ripercussioni.
Questo il proposito dell'assemblea generale Fillea Cgil Umbria che si è svolta questa mattina nella sala del Consiglio della Provincia di Perugia.
Grazie al contributo di Fausto Cardella, già Procuratore generale della Repubblica e dell'avvocata, Danila Bizzarri si sono ripercorse le radici fondanti della nostra Costituzione che è figlia della lotta antifascista e che, proprio per questo, rifugge da qualsiasi possibilità di concentrazione e verticalizzazione del potere.
Si è sottolineato come, nel frattempo, il governo, attraverso la retorica del miglioramento dell’accesso alla giustizia, stia prevedendo di indebolire la magistratura nell’equilibrio con gli altri poteri, di infiacchire la democrazia mortificando il confronto e il dibattito.
"Mentre continuiamo a denunciare il drammatico numero di morti sul lavoro, le condizioni di precarietà e sfruttamento che investono parti sempre più rilevanti di lavoratori, il governo promuove una riforma che guarda altrove - dichiara la segretaria generale della Fillea Cgil Umbria, Elisabetta Masciarri.- Una riforma che non guarda alle contraddizioni reali del Paese e non prevede di colmarne i divari, né in termini pratici si adopera per l’estensione del gratuito patrocinio o l'istituzione di un fondo di garanzia rivolto ai familiari delle vittime del dovere".
La Cgil è impegnata in questa battaglia e sostiene il NO perché si tratta di difendere e mettere in pratica la Costituzione, come ricorda nel suo intervento conclusivo la segretaria generale della Cgil Umbria, Maria Rita Paggio.
Costituzione che ha permesso di vedere realizzati e tutelati i diritti di ognuno in termini di istruzione, salute, lavoro e non solo. Per questo occorre difenderla facendo prevalere diritti e tutele al concetto di autorità, così da rimuovere tutti quegli ostacoli che impediscono il “pieno sviluppo della persona umana”.