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Siamo tutti migranti

10 giugno 2026
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La migrazione nasce insieme all'umanità, insieme ai concetti atavici di sopravvivenza, esplorazione e ricerca di migliori condizioni di vita.

Nel nostro Paese se ne parla poco e male. Raramente nel dibattito pubblico si ascolta la voce diretta dei protagonisti delle migrazioni, mentre resta più facile dare la stura a meccanismi di propaganda logori, ma ancora tristemente efficaci che polarizzano ed esasperano stereotipi e squilibri.

Sono oltre 2,5 milioni gli occupati stranieri attivi nel mercato del lavoro italiano, oltre il 10% del totale. Ma molti sfuggono dalle statistiche ufficiali.

Uomini e donne prevalentemente impegnati nei settori dei servizi alla persona, dell’agricoltura e delle costruzioni, nei quali non mancano condizioni di lavoro precarie, malsane o pericolose, con redditi insufficienti e irregolari, turni di lavoro sfiancanti e tutele inesistenti.

I cantieri avanzano e le nostre campagne continuano a produrre grazie al lavoro di migliaia di lavoratrici e lavoratori provenienti da altri Paesi, ma dietro ci sono storie di sfruttamento e illegalità.

Del resto, il caporalato è un sistema radicato e intrecciato di ricatti e dipendenze che non risparmia nessuno dai trafficanti, agli intermediari, ai datori di lavoro disposti a lucrare sul bisogno e l’assenza di alternative.

Sarà dedicata al rapporto tra migrazioni, lavoro, legalità e caporalato l'ultima puntata stagionale di Costruire e Rigenerare, che andrà in onda questa sera alle 20:30 su Umbria TV.

Una riflessione quanto mai attuale e necessaria alla luce delle recenti vicende che hanno riportato al centro del dibattito pubblico il tema dello sfruttamento del lavoro migrante, in agricoltura come anche nel settore delle costruzioni.

Uccisi perché stavano reclamando i propri diritti, i quattro giovani operai agricoli ad Amendolara, bruciati vivi in un minivan il primo giugno scorso, mentre un altro giovane bracciante è rimasto ferito.

La ritorsione dei caporali verso chi stava chiedendo un salario dignitoso. Un episodio efferato, ma non isolato. Un sistema feroce di sfruttamento che la Flai Cgil denuncia da tempo e che ha portato a indire la manifestazione nazionale di sabato per chiedere verità, giustizia e l’applicazione delle leggi già esistenti a partire da quella contro il caporalato.

Ma il caporalato non è un fenomeno circoscritto al Mezzogiorno. Le recenti inchieste giornalistiche e giudiziarie sullo sfruttamento di lavoratori stranieri nel cantiere del nuovo Consolato degli Stati Uniti a Milano ne sono un esempio. Un sistema di appalti sempre più frammentato e una pratica diffusa di violazioni e ricatti che interessano sempre più frequentemente anche le grandi opere pubbliche, nell’indifferenza dei committenti anche di fronte al rispetto dei protocolli di legalità.

In Umbria, il lavoro sommerso sottrae un miliardo e 70 milioni l'anno, il 4,5 % del valore aggiunto totale regionale, un dato che supera la media nazionale.

Secondo la Fillea Cgil, oggi quasi il 40% della manodopera censita in edilizia è composta da lavoratori stranieri. Una presenza fondamentale per sostenere la domanda di lavoro generata dal Pnrr, dai Superbonus e dalla ricostruzione, ma che, come Fillea segnala da anni, viene esposta a condizioni di vulnerabilità aggravate da provvedimenti come la Legge Bossi-Fini, che lega il permesso di soggiorno al contratto di lavoro, o il decreto flussi, sfruttato per generare illeciti.

Percorsi burocratici complessi, requisiti difficili da soddisfare, difficoltà linguistiche e scarsa conoscenza dei propri diritti, sono solo alcune delle vulnerabilità che rendono i lavoratori migranti più facilmente esposti.

Da tempo, Cgil e associazioni impegnate sul territorio, chiedono maggiori strumenti di prevenzione, più controlli e strumenti di mediazione culturale, un contrasto vero al lavoro sommerso e all’illegalità.

Temi di estrema rilevanza che animeranno il confronto il 12 e 13 giugno a Pozzallo durante il Forum sindacale delle Costruzioni Migranti dell'Euromediterraneo dal titolo "Uniti sotto lo stesso casco".

Un appuntamento promosso dalla Fillea Cgil che riunirà rappresentanti sindacali, attivisti e lavoratori provenienti da diversi Paesi per discutere di diritti, inclusione, sicurezza e costruzione di una cittadinanza fondata sul lavoro e sulla dignità delle persone.

Ne parleranno in studio, moderati dalla giornalista Lisa Malfatto:

  • Dragos Harabagiu, segretario Fillea Cgil Umbria, e
  • Luca Turcheria, segretario generale Flai Cgil Umbria.

L'appuntamento è dunque per questa sera alle 20:30 su UmbriaTV

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FILLEA CGIL
COSTRUIRE E RIGENERARE
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MIGRAZIONE
CAPORALATO
SICUREZZA SUL LAVORO
UNITI SOTTO LO STESSO CASCO
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