Formazione e possibilità di reinserimento, è così che prende forma, come le tessere di un mosaico, il progetto “Ricomporre il domani. Laboratorio permanente di arte musiva e integrazione sociale”, realizzato da Formedil Perugia con il sostegno della Fondazione Perugia.
Mercoledì 4 novembre, nel carcere di Perugia Capanne, la segretaria generale della Fillea Cgil Umbria, Elisabetta Masciarri, ha ritirato il mosaico raffigurante il logo della categoria, commissionato alle detenute impegnate nell’iniziativa.
Dietro quel lavoro c’è un’attività iniziata nel marzo scorso, dopo un corso di base che ha coinvolto dieci donne della sezione femminile. Tra loro, due sono state poi selezionate per proseguire la specializzazione e contribuire alla creazione di un laboratorio interno capace di realizzare manufatti su commessa.
La formazione ha così trovato prospettive concrete, responsabilità e possibilità di autonomia. Un percorso reso possibile anche grazie all’impegno di Salvatore Bartolucci, imprenditore e coordinatore delle prime attività formative che fin dall’inizio ha dato un impulso importante alla costruzione del progetto.
Un percorso che prosegue grazie al Protocollo di intesa sottoscritto nel maggio 2024 tra l’Istituto Penitenziario, l’UDEPE e le Parti sociali del settore delle costruzioni, Ance Umbria, CNA Umbria, Confartigianato imprese Umbria, Lega Coop Produzione e Servizi, Fillea Cgil Umbria, Filca Cisl Umbria e Feneal Uil Umbria e che assume un significato decisivo anche alla luce delle condizioni del sistema penitenziario.
Al 31 ottobre di quest’anno, stando ai dati pubblicati dal Ministero della Giustizia, nelle carceri italiane risultano presenti 66.285 persone a fronte di 51.283 posti regolamentari. In Umbria le presenze sono 1.703 per una capienza di 1.340 posti.
Numeri che rendono evidente come la questione del sovraffollamento continui a incidere sulle condizioni della detenzione e di quanto sia necessario affiancare agli interventi sugli spazi, adeguate politiche di prevenzione, misure alternative e di reinserimento efficaci in grado di ridurre il rischio di recidiva e le marginalità.
“La cura degli spazi, le attività che si svolgono dentro le mura e le opportunità offerte durante la pena – afferma la segretaria generale della Fillea Cgil Umbria, Elisabetta Masciarri - sono fondamentali per assicurare condizioni di dignità, contrastare l’isolamento col mondo fuori e anzi, riuscire a creare un legame stabile con il territorio e con il mondo del lavoro.
Il mosaico che abbiamo ritirato - prosegue Masciarri - è in questo senso il risultato di competenze acquisite che hanno potuto trovare un riconoscimento reale.
Ringrazio quindi le detenute che lo hanno realizzato, gli educatori, il personale del carcere e tutti coloro che stanno contribuendo alla riuscita di questa esperienza.
Vedere il quadrato rosso della Cgil prendere nuova forma significa rafforzare il significato che quel simbolo rappresenta, fatto di storia collettiva, di lavoro, diritti e solidarietà. Valori che ci guidano quotidianamente come sindacato dei lavoratori delle costruzioni.
Siamo infatti consapevoli che, come il mosaico nasce dall’incontro di elementi differenti, ciascuno è indispensabile alla composizione dell’insieme, e che solo attraverso la condivisione di conoscenze e responsabilità si possono costruire giustizia sociale e reale inclusione.
Questo il senso di "Ricomporre il domani", fare in modo che il tempo della pena non coincida con un tempo sospeso, ma possa diventare uno spazio in cui maturare fiducia in sé stessi, autonomia e relazioni assicurando a pieno la funzione rieducativa prevista dalla nostra Costituzione”.