Salari, diritti, sicurezza, sono queste le direttrici che hanno scandito il percorso per il rinnovo del CCNL Legno-Arredo Industria.
Con l’attivo unitario, svoltosi a ieri a Roma, si è chiuso un cammino complesso, che ha attraversato il confronto negoziale, la firma dell’ipotesi di accordo del 3 settembre e, infine, le assemblee nei luoghi di lavoro, dove l’intesa ha ottenuto l’approvazione da parte delle lavoratrici e dei lavoratori.
Un percorso che riguarda oltre 190 mila addetti in Italia e che ha un peso concreto anche in Umbria, dove il settore coinvolge circa 3mila lavoratrici e lavoratori tra industria e artigianato e rappresenta lavoro, competenze e una parte importante della nostra manifattura. Qui il Legno-Arredo significa professionalità radicate, imprese e territori che negli anni hanno costruito esperienza e capacità produttiva e che oggi devono confrontarsi con trasformazioni tecnologiche e ambientali sempre più rapide, con mercati più incerti e costi crescenti.
Il rinnovo punta a dare risposte a questo scenario così articolato tenendo insieme i temi centrali della contrattazione, quali salario, tutela del potere d’acquisto, salute e sicurezza e qualità delle relazioni industriali.
Sul piano salariale si consolida il modello della “doppia pista”, combinando aumenti certi e recupero dell’inflazione: al parametro 134, area specializzata AS1, sono previsti 95 euro sui minimi da settembre 2026 e ulteriori 39 euro da gennaio 2027, per complessivi 134 euro certi, ai quali si aggiungeranno gli adeguamenti IPCA previsti nel corso della vigenza contrattuale.
È poi sul complesso delle tutele che il nuovo contratto presenta ulteriori passaggi significativi.
Viene infatti rafforzata la rappresentanza per la sicurezza, con l’aumento degli RLS nelle aziende di maggiori dimensioni, entrano nel contratto le tutele legate al protocollo calore e nuove procedure per rafforzare gli strumenti di prevenzione, si potenziano le garanzie normative per chi affronta malattie gravi, insieme alle tutele su permessi e congedi, mentre vengono incrementate sanità integrativa e previdenza complementare.
Aumentano inoltre le maggiorazioni per il lavoro straordinario, notturno e festivo e viene introdotto un percorso che riconosce concretamente la crescita professionale, attraverso il progressivo passaggio dal livello di ingresso AE1 all’AE2 dopo una permanenza prolungata. Il contratto interviene anche su appalti e legalità lungo la filiera e introduce uno specifico protocollo contro le violenze di genere.
“Un accordo decisivo per ciò che contiene e per ciò che rappresenta in termini di confronto e partecipazione – afferma Elisabetta Masciarri, segretaria generale della Fillea Cgil Umbria – E, in questo senso, determinante è il coinvolgimento delle lavoratrici e dei lavoratori, perché è possibile parlare di crescita solo se si valorizzano le competenze, se si dà stabilità al lavoro, se le condizioni di sicurezza sono sempre più elevate. Sono questi gli elementi qualificanti che garantiscono sviluppo e questa è la strada da percorrere per un settore capace di mettere al centro la qualità del lavoro e delle persone che ogni giorno lo rendono possibile”.