Prosegue il percorso di formazione e inclusione sociale promosso da Formedil Perugia all’interno del Complesso penitenziario Capanne di Perugia, nell’ambito del Protocollo di intesa sottoscritto nel maggio 2024 tra l’Istituto Penitenziario, l’UDEPE e le Parti sociali del settore delle costruzioni, Ance Umbria, CNA Umbria, Confartigianato imprese Umbria, Lega Coop Produzione e Servizi, Fillea Cgil Umbria, Filca Cisl Umbria e Feneal Uil Umbria.
Dopo i primi progetti formativi realizzati nelle sezioni maschile e femminile dell’istituto, oggi prenderà il via il progetto “Ricomporre il domani. Laboratorio permanente di arte musiva e integrazione sociale”, realizzato da Formedil Perugia con il sostegno della Fondazione Perugia.
L’iniziativa nasce a seguito di un corso base sulle tecniche di realizzazione del mosaico, finanziato dal Formedil Perugia e tenuto dal maestro mosaicista Giuseppe Fornasari. Al termine del percorso sono state selezionate due detenute particolarmente abili, con le quali verrà avviato un laboratorio permanente all’interno della sezione femminile del carcere, coinvolgendo anche le dieci partecipanti al corso base nella realizzazione di manufatti in mosaico su commessa.
Il progetto si inserisce in un contesto più ampio segnato dalle criticità del sistema penitenziario italiano, dove il tema del reinserimento sociale resta una delle sfide più rilevanti. Secondo i dati diffusi lo scorso anno in occasione del convegno “Recidiva Zero” promosso dal CNEL e dal Ministero della Giustizia, nelle carceri italiane sono presenti oltre 62 mila detenuti, con un tasso di affollamento reale che supera il 122%.
La recidiva resta un nodo centrale che nel nostro Paese si attesta mediamente tra il 60% e il 68%, dato che, si stima, possa ridursi drasticamente per le persone detenute che hanno avuto l’opportunità di un inserimento professionale.
Per questo, le prime opere del progetto “Ricomporre il domani” assumono un valore decisamente rilevante. Saranno infatti realizzate in occasione di due ricorrenze simboliche: il cinquantesimo anniversario del terremoto del Friuli del 1976 e il decennale del sisma del Centro Italia del 2016, a rappresentare idealmente un legame tra territori segnati dalla fragilità e un luogo in cui è necessario rafforzare autentiche condizioni di dignità come il carcere. Saranno inoltre prodotte venti formelle destinate al prossimo convegno nazionale dei cappellani e dei volontari delle carceri italiane, in programma ad Assisi dal 29 aprile al 2 maggio.
Al termine del percorso formativo verrà avviata anche un’azione commerciale per individuare nuove commesse, con l’obiettivo di consolidare il laboratorio di mosaico e trasformare l’esperienza formativa in una reale opportunità di lavoro.
“Si tratta di interventi di formazione e reinserimento sociale determinanti se vogliamo riaffermare il valore costituzionale della pena – evidenzia la segretaria generale Fillea Cgil Umbria, Elisabetta Masciarri. – Affrontare la fragilità sociale offrendo la possibilità di percorsi alternativi di autonomia e riscatto, significa generare benefici per l’intera comunità contrastando una deriva securitaria che si dimostra poco efficace oltre che dannosa”.