L'approvazione del bilancio consuntivo è stata il punto di partenza.
L'Assemblea regionale della Fillea Cgil Umbria, riunita questa mattina a Todi, ha rappresentato soprattutto l’occasione per confrontarsi e riflettere insieme sull’attività svolta finora e sui prossimi passi da percorrere, riconfermando la necessità di un modello sindacale capace di essere sempre più radicato nei luoghi di lavoro e tra le persone.
In un contesto internazionale in cui prevale la logica del riarmo sulla diplomazia, i meccanismi di cooperazione e sviluppo passano in secondo piano rispetto agli interessi economici di pochi e la gestione delle dinamiche migratorie viene affrontata esclusivamente in chiave securitaria, è necessario ribadire una strategia sindacale europea comune.
“Un’economia costruita sul riarmo sottrae risorse al welfare e alimenta nuove disuguaglianze. Chiediamo che le risorse pubbliche siano utilizzate per mettere in sicurezza il territorio, finanziare la sanità, la scuola, il diritto alla casa, la ricerca e la transizione ecologica.
La pace, - ha sottolineato la segretaria generale Fillea Cgil Umbria, Elisabetta Masciarri nel corso della relazione - è una condizione necessaria per costruire giustizia sociale”.
Stiamo attraversando trasformazioni economiche, sociali e geopolitiche profonde che stanno producendo effetti sempre più evidenti sul mondo del lavoro e sulle condizioni di vita delle persone.
Di fronte a questo scenario, il sindacato è chiamato non soltanto a denunciare le criticità esistenti, ma a costruire un'alternativa. “Il lavoro deve tornare a garantire dignità, sicurezza e un salario sufficiente per vivere, non sopravvivere» ha ribadito la segretaria generale.
La contrattazione collettiva rappresenta, in questo senso, uno strumento fondamentale per contrastare il lavoro povero e difendere il potere d'acquisto dei salari. Da qui la necessità di rafforzare la contrattazione territoriale e aziendale.
Dai premi di risultato che devono riflettere criteri trasparenti, verificabili e comprensibili, estendendo il confronto anche all'organizzazione del lavoro, alla formazione, alla conciliazione vita-lavoro, ad uno sviluppo tecnologico che vada di pari passo con la garanzia di un lavoro buono e di qualità.
L'Assemblea ha ribadito inoltre, l'impegno della categoria per una maggiore sicurezza nei cantieri e nelle fabbriche, per la tutela della salute anche di fronte agli effetti sempre più evidenti del cambiamento climatico. Al centro del confronto anche la legalità negli appalti, il contrasto allo sfruttamento e al dumping contrattuale, la difesa della sanità pubblica, tenendo conto delle due proposte di legge di iniziativa popolare proprio su questi temi e il rafforzamento dei servizi di tutela individuale e collettiva.
Ai lavori hanno preso parte anche il segretario nazionale organizzativo della Fillea Cgil, Maurizio Maurizzi e la segretaria generale della Cgil Umbria, Maria Rita Paggio, alla presenza anche del presidente dell'Associazione Nuove Ri-Generazioni Umbria, Mario Margasini, associazione che prosegue con il sostegno della Fillea nella sua attività e nel suo percorso condiviso sui temi della rigenerazione urbana, dell'inclusione sociale e del diritto all'abitare.
Uno spazio importante è stato dedicato al lavoro migrante. Facendo propri gli indirizzi emersi dal Forum sindacale euromediterraneo appena conclusosi a Pozzallo, la Fillea Cgil Umbria avvierà infatti un percorso dedicato al rafforzamento degli sportelli migranti e delle politiche di inclusione, nella consapevolezza che la lotta al caporalato e allo sfruttamento passa dal pieno riconoscimento dei diritti, della professionalità e della dignità di tutte le lavoratrici e di tutti i lavoratori, respingendo con convinzione il concetto dietro cui si nasconde la parola “re-migrazione”, del tutto illogico e disumanizzante.
Tra gli impegni assunti anche il potenziamento della formazione delle delegate, dei delegati, delle RSU e degli RLS, per garantire una rappresentanza competente, preparata e radicata nel territorio.
"Essere sindacato – ha evidenziato Masciarri - significa trasformare un problema individuale in una risposta collettiva e far sentire forte la voce del lavoro".