La legge di Bilancio 2026 stabilisce, a partire da quest’anno, l’estensione della platea delle aziende che saranno obbligate a versare il trattamento di fine rapporto direttamente al Fondo di Tesoreria dell'Inps.
Attraverso la circolare n. 12 del 5 febbraio 2026 vengono indicate le prime modalità operative.
Con la nuova normativa si prevede infatti il superamento del criterio statico del 2006 e valido fino al 2025, che riguardava le aziende con almeno 50 dipendenti, con un criterio legato alla dimensione aziendale nel primo anno di attività.
Attraverso la legge n. 199/2025 si introduce invece un criterio dinamico, che tiene conto dell’andamento dell’occupazione nel tempo. L’obbligo scatta infatti sulla base della media annuale dei lavoratori occupati nell’anno solare precedente.
Le nuove soglie previste sono:
Tali soglie operano esclusivamente per gli anni successivi a quello dell’avvio dell’attività, mentre eventuali riduzioni del numero di addetti avvenute in seguito non incidono sull'obbligo di versamento.
Altra novità introdotta con la legge di Bilancio 2026 riguarda i neoassunti. A partire dal 1° luglio 2026, il termine per decidere la destinazione del TFR si riduce da 180 a 60 giorni.
Entro questo termine il lavoratore dovrà scegliere se:
Se entro 60 giorni non viene espressa alcuna scelta, scatterà il silenzio-assenso e il TFR sarà destinato automaticamente al fondo pensione di riferimento.
La scelta di mantenere il TFR nel regime ordinario, invece, ha carattere definitivo.
Per accompagnare questo nuovo meccanismo, la legge di Bilancio 2026 introduce anche alcune misure di sostegno alla previdenza complementare. Tra queste:
Dietro l’obiettivo dichiarato di rafforzare la previdenza integrativa, soprattutto per le giovani generazioni destinate ad avere pensioni più basse, emerge il rischio di spostare progressivamente sul sistema della previdenza privata la responsabilità di garantire pensioni adeguate, alleggerendo al tempo stesso il peso della spesa pubblica e dei conti dello Stato, mentre resta assolutamente prioritario salvaguardare la previdenza pubblica come elemento di solidarietà intergenerazionale.
Per maggiori informazioni rivolgiti ai tuoi funzionari Fillea Cgil di riferimento
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