In occasione dei 50 anni trascorsi dal sisma che, nel 1976, sconvolse il Friuli, la comunità di Sammardenchia ha ricevuto, sabato scorso, il mosaico realizzato interamente dalle detenute della Casa Circondariale di Perugia, Capanne.
L’opera, nata dal progetto "Ricomporre il domani", promosso da Formedil Perugia con il contributo della Fondazione Perugia, ha visto il coinvolgimento delle partecipanti in un laboratorio di arte musiva dedicato alla realizzazione di manufatti su commessa, con l’obiettivo di offrire un percorso alternativo e formativo reale in grado di sviluppare autonomia e riscatto, ripercorrendo il parallelismo tra la tragedia del sisma e l'esperienza carceraria, definita dalle partecipanti, come un vero e proprio terremoto esistenziale.
Come le tessere del mosaico, le esperienze e le difficoltà della vita, possono infatti trovare un’armonia e un senso del tutto nuovi. Questo il significato della lettera che ha accompagnato l’opera, in cui le autrici hanno voluto sottolineare come nessuna tessera sia mai davvero perduta se accetta di far parte di un nuovo disegno.
Un ponte simbolico tra Perugia e il Friuli, nella consapevolezza che dalle situazioni più complesse sia possibile ripartire, ricostruirsi e ricostruire con determinazione, tenacia e una responsabilità sociale attiva e comune.