Per far fronte al cambiamento climatico va attivata una programmazione organica di interventi mirati per rendere le nostre città più resistenti alla ondate di calore.
Una proposta che punti a trasformare alcune strategie di adattamento climatico, che ogni estate cerchiamo di mettere in campo in modo emergenziale, in una politica strutturale per le nostre città, occorre creare le condizioni per moltiplicare interventi di piantumazione così da creare nuove zone d’ombra, ridurre le superfici asfaltate, migliorare l’accesso all’acqua e soprattutto potenziare i luoghi climatizzati sia al chiuso, come biblioteche, centri anziani, musei e aule studio che all’aperto, come i parchi pubblici, le comunali, le fontanelle.
Mettere in atto soluzioni di mitigazione e adattamento climatico, destinare risorse per incrementare il verde pubblico, costruire “rifugi climatici”, aumentare la riflessività dei materiali e delle strutture che ospitano le lavoratrici e i lavoratori, serve soprattutto a tutelare le persone fragili, la salute e la sicurezza di chi lavora in situazioni di rischio.
Tutto ciò può servire per andare incontro ad una maggiore protezione verso fenomeni legati ai cambiamenti climatici, a partire dalle isole di calore urbano, ma è fondamentale sottolineare che solamente una buona e consapevole progettazione di tipo urbanistico potrà risolvere, al meno in parte, tali questioni.
Bisogna dunque pensare a nuove soluzioni che riescano a contenere le temperature delle nostre città, soluzioni che generino visioni anticipatrici, nelle quali far convivere la natura e il costruito basate sulla conoscenza dei fenomeni e sull’uso sapiente delle risorse naturali, ciascuna nel proprio contesto.
Mario Margasini, presidente Nuove Ri-Generazioni Umbria