Le organizzazioni sindacali Fillea Cgil Umbria, Filca Cisl Umbria e Feneal Uil Umbria esprimono profonda soddisfazione per il risultato positivo ottenuto con la firma dell’Elemento Variabile della Retribuzione (EVR) nel settore delle costruzioni, accordo siglato con Ance Perugia e Terni, CNA Umbria, Confartigianato e Lega Cooperative.
Si tratta di un risultato significativo che valorizza il lavoro, rafforza il potere d’acquisto delle retribuzioni e pone le basi per un modello contrattuale più equo e moderno, capace di tenere insieme le esigenze delle imprese e i diritti delle lavoratrici e dei lavoratori del settore delle costruzioni del territorio umbro. La firma dell’EVR assume inoltre un valore politico-sindacale rilevante, perché conferma il ruolo della contrattazione come strumento centrale di regolazione del mercato del lavoro e di redistribuzione della ricchezza prodotta. Per il sindacato, l’EVR è una leva concreta di giustizia salariale: collega i risultati del settore al riconoscimento economico del lavoro, rafforzando il principio che la produttività e la crescita devono tradursi in salari più equi e dignitosi.
Questa intesa non rappresenta un mero aggiustamento contrattuale, ma un impegno concreto per garantire certezze salariali e flessibilità contrattuale in un quadro condiviso di regole. In un contesto economico segnato dall’aumento del costo della vita e dalle incertezze macroeconomiche, l’EVR contribuisce a migliorare la qualità del lavoro e a rafforzare la coesione sociale in un comparto storicamente strategico per l’economia regionale.
Dal punto di vista sindacale, l’EVR rappresenta uno strumento essenziale di difesa del potere d’acquisto e un argine alla svalutazione del lavoro, riaffermando il ruolo della contrattazione territoriale come risposta concreta alle disuguaglianze.
L’aumento è un modo per riconoscere e premiare il merito dei lavoratori che contribuiscono in modo significativo al successo del progetto della stessa Azienza. Nel nostro settore, questo si traduce in un maggiore impegno a raggiungere gli obbiettivi di qualità e sicurezza, l’incentivazione economica può spingere i lavoratori a cercare soluzioni più efficienti e innovative per svolgere il lavoro.
Il settore delle costruzioni in Umbria occupa infatti un ruolo centrale nello sviluppo economico e infrastrutturale della regione. Il peso dell’edilizia in termini di valore aggiunto sul totale regionale si attesta intorno al 6,7%, un dato superiore alla media nazionale, che testimonia la rilevanza del comparto pur in una fase di trasformazione rispetto ai massimi storici.
La filiera delle costruzioni è caratterizzata da una forte presenza di piccole e medie imprese e da un tessuto produttivo diffuso che genera occupazione, competenze tecniche e professionalità specializzate.
Dopo anni di difficoltà, il settore ha mostrato segnali di vitalità grazie agli interventi di riqualificazione del patrimonio edilizio, alle opere pubbliche sostenute dai piani europei e agli incentivi legati all’efficientamento energetico. Questa ripresa, tuttavia, necessita di essere consolidata attraverso politiche industriali e del lavoro di medio-lungo periodo.
Dal punto di vista occupazionale, nel 2025 si registrano in Umbria circa 18.000 lavoratori attivi nel settore e circa 3.500 imprese, con un contributo rilevante alla dinamica positiva dell’occupazione regionale complessiva. Questo dato conferma non solo l’importanza quantitativa dell’edilizia, ma anche la sua funzione di ammortizzatore sociale e di volano per l’economia locale in una fase socio- economica complessa.
Accanto a questi elementi positivi, permangono tuttavia criticità strutturali che non possono essere sottovalutate. In particolare, la difficoltà nel reperire manodopera qualificata rischia di frenare la capacità produttiva delle imprese e di rallentare i processi di innovazione. Per affrontare questa sfida è necessario investire con decisione nella formazione professionale, nel rafforzamento dei percorsi di ingresso dei giovani nel settore e nell’aggiornamento continuo delle competenze, anche in relazione alle nuove tecnologie e alla transizione ecologica.
In questo contesto, la bilateralità si conferma un pilastro fondamentale per la tenuta e lo sviluppo del settore edile. Per le organizzazioni sindacali, bilateralità ed EVR sono strumenti complementari: insieme rafforzano la qualità del lavoro, la legalità nei cantieri e un modello di relazioni industriali fondato sulla partecipazione e sulla responsabilità condivisa. Gli enti bilaterali regionali svolgono un ruolo decisivo attraverso la formazione continua, le politiche attive per il lavoro, il supporto alle imprese e l’erogazione di strumenti di welfare e assistenza ai lavoratori. La bilateralità rappresenta una vera e propria infrastruttura sociale e professionale, capace di ridurre la precarietà, promuovere la sicurezza nei cantieri e favorire l’incontro tra domanda e offerta di lavoro qualificato.
Per queste ragioni, la firma dell’Elemento Variabile della Retribuzione costituisce una tappa importante di progresso sociale ed economico per il mondo dell’edilizia umbra, ma non un punto di arrivo. È il frutto di un confronto responsabile tra le parti sociali, con al centro la dignità del lavoro e la competitività delle imprese, e si inserisce in un percorso più ampio di rilancio della contrattazione di secondo livello.
Fillea Cgil, Filca Cisl e Feneail Uil Umbria ribadiscono il proprio impegno a proseguire il confronto sul contratto integrativo territoriale e a lavorare congiuntamente con le istituzioni, le imprese e gli enti bilaterali per uno sviluppo del settore che sia sostenibile, legale, sicuro, innovativo e inclusivo.
I Segretari Generali
Fillea CGIL Umbria – Elisabetta Masciarri
Filca CISL Umbria – Emanuele Petrini
Feneal UIL Umbria – Alessio Panfili