È operativa la nuova misura nazionale di sostegno abitativo destinata ai genitori separati o divorziati che non hanno ottenuto l’assegnazione dell’abitazione familiare di proprietà e con figli a carico fino al compimento dei 21 anni.
Il fondo, istituito dall’ultima legge di Bilancio e disciplinato dal successivo decreto interministeriale n. 200 del 14 settembre, prevede un contributo pari al 50% delle spese annuali sostenute per l’affitto, fino a un massimo di 6.000 euro.
Potranno accedere al beneficio, che sarà erogato in un’unica soluzione, i genitori separati o divorziati titolari di un contratto di locazione regolarmente registrato e con un reddito individuale non superiore a 35.000 euro annui.
Il richiedente dovrà inoltre essere in regola con gli obblighi di cura e mantenimento dei figli e non potrà risultare assegnatario di un alloggio di edilizia residenziale pubblica né beneficiare di altri contributi pubblici con analoghe finalità.
Tra gli altri requisiti necessari, ai fini dell’accettazione della domanda, c’è l’impossibilità di essere proprietari di altri immobili residenziali nel Comune in cui si trova l’abitazione familiare o nei Comuni limitrofi entro un raggio di 50 Km, fatta salva l’eventuale proprietà dell’abitazione familiare.
La domanda andrà presentata esclusivamente online attraverso la piattaforma del Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, autenticandosi con SPID, CIE o CNS, fino alle ore 12 del 28 ottobre 2026.
N.B. L’ assegnazione avverrà sulla base di graduatorie regionali e dei punteggi previsti dal decreto. Verranno presi in considerazione, tra gli altri elementi, il reddito, il numero dei figli a carico, eventuali condizioni di disabilità, la disoccupazione involontaria e la residenza in Comuni caratterizzati da particolare tensione abitativa.
Critiche: La misura interviene a favore di una condizione reale di fragilità, ma restano alcuni limiti evidenti. Venti milioni di euro a livello nazionale, distribuiti attraverso graduatorie territoriali, con requisiti stringenti e l’esclusione di genitori non sposati, ma conviventi, sono fattori che contribuiscono a restringere la platea dei possibili beneficiari.
Il sostegno, inoltre, interviene come di consueto, come misura spot, senza affrontare le cause più ampie dell’emergenza abitativa, quali la crescita dei canoni, la scarsità di alloggi pubblici e sociali, la difficoltà sempre maggiore per molte famiglie ad accedere a una casa che abbia condizioni sostenibili.
Per maggiori informazioni rivolgiti ai tuoi funzionari Fillea Cgil di riferimento e