Lavoro, pace, ambiente, welfare, Costituzione, non sono parole astratte, tutt’altro.
Trovano riconoscimento nella legge e trovano spazio e ragion d’essere nella vita di ognuno di noi, ogni giorno.
Nella sicurezza garantita nei luoghi di lavoro, nella possibilità di curarsi, di studiare, di avere una casa, di costruire il proprio futuro. Ogni diritto acquisito è il risultato di lotte, partecipazione e conquiste collettive. Difenderlo significa continuare a renderlo concreto, soprattutto per chi oggi ha meno strumenti per far sentire la propria voce.
È da questa consapevolezza e urgenza di partecipazione che ha preso il via questa mattina l’Assemblea generale della Fillea Cgil Umbria, riunita a Perugia nella sala Conti della Cgil regionale, in vista della manifestazione nazionale “Lavoro, Pace, Ambiente, Welfare, Costituzione. Insieme sulla Via Maestra”, in programma per sabato 17 ottobre a Roma.
Un confronto che ha saputo intrecciare le esperienze quotidiane di funzionari, delegate, delegati, lavoratrici e lavoratori e ha riportato al centro una domanda cruciale: quale Paese vogliamo costruire?
Per chi ogni giorno lavora nei cantieri, nelle fabbriche e nelle filiere delle costruzioni, parlare di diritti significa partire dalla concretezza. Significa poter lavorare senza correre il rischio di perdere la vita, avere un contratto applicato correttamente, orari sostenibili, un salario capace di garantire dignità, le stesse tutele anche quando si opera dentro una lunga catena di appalti e subappalti. Significa poter pensare al domani senza che la precarietà diventi un orizzonte permanente.
Una precarietà che oggi è trasversale e coinvolge tutti i settori e le generazioni.
Da qui l’adesione convinta della Fillea Cgil Umbria alla mobilitazione del 17 ottobre. Per ribadire la necessità di un diverso modello sociale e di sviluppo.
"Una piazza che vuole indicare una diversa idea di società, - afferma la segretaria generale della Cgil regionale, Maria Rita Paggio - nella quale lavoro, giustizia sociale, welfare, ambiente, pace e democrazia non siano questioni separate, ma gli elementi fondanti di una prospettiva comune, una via comune da percorrere insieme".
" Vogliamo sì difendere ciò che abbiamo conquistato, ma anche continuare ad allargare diritti, tutele e possibilità - sottolinea la segretaria generale Fillea Cgil Umbria, Elisabetta Masciarri - Perché una società più giusta si costruisce solo se nessuno viene lasciato indietro e se il lavoro torna ad essere davvero uno strumento di libertà e dignità".